Come illuminare la cucina

 

Le case diventano sempre più piccole, le abitudini e le mode cambiano, ma i gusti degli italiani sono sempre gli stessi. Stando a una recente indagine effettuata dal Centro Studi sull’Economia Immobiliare (CSEI), quasi il 65% degli intervistati preferisce ancora la cucina abitabile al cucinotto e all’angolo cottura. Indubbiamente, la cucina rimane il punto di ritrovo preferito dalle famiglie di tutta la Penisola. Proprio per questo, ogni aspetto del suo arredamento va curato con attenzione, a partire dall’illuminazione.

Proprio perché il layout della cucina varia moltissimo a seconda delle sue dimensione e della struttura dell’abitazione in cui si trova, è quasi impossibile stilare una lista di regole d’oro da seguire per illuminare una cucina al meglio. Si può però parlare di principi di base che, se rispettati, migliorano sia l’efficienza e la funzionalità dell’impianto d’illuminazione che il confort visivo di chi lo usa.

Dove posizionare i punti luce?

Il sistema più semplice per decidere come e dove posizionare i punti luce nel proprio ambiente cucina è quello di procedere per zone. In generale, bisogna tenere conto di almeno tre aree:

  • luce d’ambiente
  • piano d’appoggio
  • piano cottura e lavello
La luce d’ambiente

Si tratta della luce principale e di quella soggetta a più variabili a seconda del layout della cucina. In ambienti molto piccoli – ad esempio angoli cottura e cucinotti – una luce a soffitto sarà solitamente sufficiente a illuminare tutte le superfici, mentre nel caso di open space la fonte luminosa potrebbe essere condivisa con gli altri ambienti della zona giorno – ingresso e soggiorno. Quando si parla di una cucina abitabile di dimensioni confortevoli, sarà invece necessario valutare attentamente la possibilità di avere più di una fonte luminosa a soffitto. Infatti, non è  raro che pensili molto alti ostacolino la diffusione uniforme della luce.

I piani d’appoggio

Possiamo inserire in questa categoria sia il classico tavolo da cucina che le più moderne isole. Entrambi hanno due funzioni fondamentali: piano da lavoro per la preparazione dei pasti e superficie d’appoggio la loro consumazione. Il massimo confort visivo durante queste operazioni si raggiunge quando il piano è illuminato perpendicolarmente da una luce diretta. Soprattutto quando si parla di piani d’appoggio fissi – come nel caso di un’isola in muratura – le luci a sospensione sono la soluzione ideale per ottenere questo effetto. Bisogna però sceglierne la posizione con molta attenzione: devono essere alte a sufficienza da non produrre bagliori e riflessi all’altezza del viso. Oltre alla posizione, conta anche la tonalità della luce: meglio usare luce di temperatura neutra per evitare di distorcere il colore dei cibi.

Piano cottura e lavello

Capita spesso che il piano cottura e il lavello siano completamente coperti dall’ombra dei pensili sovrastanti. 

L’angolo cottura presenta raramente un problema perché solitamente è dotato di una cappa aspirante con luci incorporate. In caso contrario, è importante scegliere soluzioni semplici da pulire in tutti i loro componenti e usare lampadine resistenti al calore e all’umidità.

Al contrario di quello che succede per l’angolo cottura, le cucine di norma non prevedono una fonte di luce diretta che illumini la zona lavello.
La soluzione più facile in questo caso è quella di installare faretti o piccole luci tubolari direttamente sui pensili. Bisogna però fare molta attenzione a scegliere le lampade giuste: le tradizionali lampadine a incandescenza – anche quelle con tecnologia IRC o a risparmio energetico – producono calore e a lungo andare possono danneggiare i pensili, quindi è meglio scegliere lampade fluorescenti compatte o faretti al LED. In ogni caso, bisogna assicurarsi che il grado IP di protezione dall’acqua sia almeno pari a 4 perché le luci in zona lavello sono sottoposte continuamente al rischio di essere colpite da gocce e spruzzi.

Un piccolo appunto sull’inserimento di punti luce in pensili e altri mobili: per ragioni di sicurezza, molti mobilieri non effettuano alcun tipo di collegamenti di componenti elettrici, anche quando sono state già realizzate tutte le predisposizioni. Per evitare brutte sorprese e ritardi nella corretta installazione della propria cucina, è buona pratica chiedere al mobiliere se necessita dell’affiancamento di un installatore elettrico durante il montaggio.

 

Vuoi consigli su come illuminare gli altri ambienti della tua casa? Lasciaci il tuo indirizzo e-mail per ricevere subito la nostra guida gratuita sull’illuminazione domestica! 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *