IoT (Internet Of Things) cos’è e a cose serve

Rappresentazione Internet Of Things casa

L’espressione “ Internet of things ”, letteralmente “ Internet delle cose ”, indica l’insieme di tutte quelle tecnologie che consentono di trasformare un qualunque oggetto, da un elettrodomestico a un’automobile, in un dispositivo connesso a internet.

Al momento, i dispositivi dell’Internet of Things sono progettati e realizzati per assolvere due funzioni fondamentali: controllo e monitoraggio; per monitoraggio si intende che l’oggetto può comportarsi come sensore, ed essere in grado di produrre informazioni su di sé o sull’ambiente circostante (un lampione – internet of things – non solo può rilevare se la propria lampada è funzionante oppure no, ma potrebbe, per esempio, anche analizzare il livello di inquinamento dell’aria); per controllo, invece, si intende che gli oggetti possono essere comandati a distanza attraverso internet.

 

A cosa serve e cosa è possibile collegare?

L’obiettivo degli oggetti connessi è quello di automatizzare determinati processi e mettere a disposizione informazioni che prima erano difficilmente reperibili.

A oggi gli oggetti connessi sono circa 5 miliardi e si stima che diventeranno 25 entro il 2020, queste connessioni permetteranno di ottimizzare in tempo reale i processi produttivi e le attività economiche, riducendo in maniera sensibile l’inquinamento e il consumo di risorse. L’illuminazione pubblica, per esempio, se gestita con le nuove tecnologie, potrebbe contenere del 40% i consumi di energia elettrica; oppure, le coltivazioni potrebbero essere irrigate più efficacemente se monitorate da una rete di sensori capaci di comunicare al sistema il reale fabbisogno delle piante.

Dal punto di vista teorico, ogni oggetto elettronico è collegabile al sistema, ma non solo, si possono collegare anche gli animali, attraverso segnalatori che ne consentono la localizzazione e addirittura le persone, utilizzando pacemaker o altri dispositivi per il controllo da remoto dei parametri biologici.

 

Gradi di maturità e ambiti applicativi

Gli ambiti applicativi si possono suddividere in tre gradi di maturità: applicazioni consolidate, applicazioni sperimentali e applicazioni embrionali.

In Italia le applicazioni consolidate coincidono con le più semplici, le applicazioni attualmente in fase sperimentale sono quelle che più si avvicinano all’Internet of Things e le embrionali sono progetti con sviluppo futuro.

Applicazioni consolidate

Le applicazioni più diffuse e riuscite in Italia sono quelle legate alle soluzioni più semplici e di immediata realizzazione, come la videosorveglianza e la sicurezza nelle smart home, alla gestione delle flotte aziendali, alla tranciabilità degli oggetti di valore così come al monitoraggio del traffico cittadino nelle smart city. All’interno di questi ambiti l’Internet of Things italiano cresce sempre più, data l’applicazione immediata e di facile utilizzo e gestione; tuttavia limitarsi a queste applicazioni così semplici non permette il reale sviluppo delle potenzialità di questa tecnologia.

Applicazioni sperimentali

Nella seconda fascia rientrano le soluzioni basate su tecnologie che sono alla base dell’Internet of Things, ma che in Italia stentano a decollare. La stessa lentezza si riscontra inoltre sulle tecnologie nell’ambito eHealth, per la salute e la medicina, in cui il telemonitoraggio dei pazienti potrebbe ridurre drasticamente i costi ospedalieri. Per superare questo limite, o riluttanza, occorrerebbe un impegno del soggetto pubblico, il quale, una volta compresi i vantaggi sul lungo termine, porebbe fornire i necessari finanziamenti allo sviluppo.

Applicazioni embrionali

Vi sono diversi ambiti in cui l’Internet of Things è stato soltanto immaginato, e costantemente avvengono sperimentazioni di piccola scala, tra le quali le più avanzate sono in ambito energetico con le cosidette Smart Grid, ovvero l’insieme di una rete di informazioni e di una rete di distribuzione elettrica che consenta di gestire la rete elettrica in maniera “intelligente”.

Gli ambiti di applicazione dell’Internet of Things possono essere individuati nella:

  • Domotica: la tecnologia applicata alle case, per la gestione di elettrodomestici, riscaldamento e impianto elettrico.
  • Robotica;
  • Avionica: la tecnologia applicata agli aeromobili ed al pilotaggio;
  • Industria automobilistica: studia nuove applicazioni per le auto, come ad esempio tergicristalli intelligenti che si attivano da soli quando inizia a piovere, fino ad arrivare ad automobili a guida autonoma, capaci dunque, di guidare da sole ed assistere il guidatore;
  • Industria Biomedicale: la tecnologia applicata alla medicina;
  • Telemetria: la tecnologia che si occupa di sviluppare la trasmissione di dati ed informazioni tra media.

 

Tecnologia Smart

Esistono molti ambiti applicativi dell’Internet of Things, soprattutto nella tecnologia definita smart, di cui le più note:

  1. Smart City

Le città intelligenti si riferiscono a strategie di pianificazione urbanistica che migliorano la qualità di vita in città, e cercano di soddisfare le esigenze ed i bisogni dei cittadini.

Le tecnologie adottate per realizzare città intelligenti permettono di relazionare le infrastrutture con gli abitanti della città. Esempi sono: semafori intelligenti (che diventano verdi quando non passano macchine dal senso opposto) oppure sistemi innovativi per la gestione e smaltimento dei rifiuti, in generale quindi innovazioni ambientali, energetiche, di mobilità, comunicazione, ed urbanistiche.

  1. Smart Building e Smart Home

Le differenze sostanziali tra edifici e case intelligenti è che, mentre le smart home (case intelligenti) si rivolgono soprattutto ad un pubblico “consumer” (consumatori e fruitori finali dei servizi, quali soprattutto sicurezza e gestione energetica), gli smart building (edifici intelligenti) si rivolgono soprattutto al B2B, ovvero alla realizzazione ed ottimizzazione di palazzi ed uffici, per dotarli di oggetti intelligenti che interagiscano con l’ambiente interno.

  1. Smart Mobility

Il tema della mobilità è assolutamente centrale per determinare la qualità della vità delle nostre città e come è stato più volte enfatizzato non può esserci Smart City se non c’è Smart Mobility.

L’espressione mobilità sostenibile indica delle modalità di spostamento (e in generale un sistema di mobilità urbana) in grado di diminuire gli impatti ambientali sociali ed economici generati dai veicoli privati e cioè:

  • l’inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra,
  • l’inquinamento acustico,
  • la congestione stradale,
  • l’incidentalità,
  • il degrado delle aree urbane (causato dallo spazio occupato dagli autoveicoli a scapito dei pedoni);
  • il consumo di territorio (causato dalla realizzazione delle strade e infrastrutture).

 

Cosa si rischia a vivere in un mondo di oggetti connessi?

Il principale problema legato all’Internet of Things, per gli utenti comuni, riguarda la tutela della privacy e il corretto utilizzo dei dati.
Vivere in un mondo di sensori, misuratori e oggetti di uso quotidiano in grado di raccogliere e scambiare informazioni su come vengono utilizzati, sulle nostre abitudini e sul nostro stato di salute espone al rischio di perdere il controllo di ciò che si comunica alla Rete.
Una delle sfide più importanti è proprio quello della privacy e della riservatezza dei dati, sfida alla quale gli operatori del settore stanno ancora lavorando, nel frattempo il consiglio è di aggiornare continuamente il software del dispositivo in uso, in modo da risolvere eventuali falle nel sistema ed ottenere una maggiore  sicurezza informatica